Liberalismo Whig

visto da Tullio Pascoli

IL CERVELLO DELLE DONNE di Louann Brizendine (Recensione)

La diversità che sublima i valori dell’indole umana

IL CERVELLO DELLE DONNE è una delle numerose letture che ci insegnano come era assurdo uno dei più contradittori principi del collettivismo: quello dell’eguaglianza, secondo il quale gli umani sarebbero tutti uguali. Se dessimo credito a tale  stravagante criterio, dovremmo avere, naturalmente, pure tutti gli stessi diritti – che, in parte, dipendono pure dai meriti –  e con ciò i difensori di tale tesi condannerebbero a priori – ma solo nelle apparenze delle loro ingenue buone intenzioni – i distinti meriti dei singoli individui. La storia, tuttavia, ci ha opportunamente dimostrato che proprio gli stessi più famosi, ostinati e potenti promotori del collettivismo – Lenin, Stalin e Mao – si sono puntualmente incaricati a designare una certa preferenza per la più palese disuguaglianza, dove certi individui erano “più uguali degli altri”… Ma, evidentemente, non per genuino ed onesto merito. Ecco che basterebbero due bellissimi capolavori di George  Orwell – “1984” e “LA FATTORIA DEGLI ANIMALI” – per qualificare i tanti lati assolutamente grotteschi generati dai modelli politici ed economici inutilmente sperimentati nella vecchia tragica Unione Sovietica e dalla deleteria esperienza seguita in Cina dopo la Grande Marcia proletaria. Dunque, due drammatici inutili tentativi tragicomici, con i quali i peggiori satrapi di turno, avevano immaginato di poter condizionare la naturale essenza umana, togliendo agli individui ogni prerogativa di essere semplicemente se stessi. Continua »

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ARCHEOLOGIA PROIBITA. Storia Segreta della Razza Umana di Michael Cremo e Richard Thompson (Recensione)

La ricerca che non si esaurisce mai…


La lettura di questo saggio, conduce ad uno dei grandi pensatori liberali austriaci del nostro tempo – Karl Popper – secondo il quale la conoscenza non ha fine e la ricerca non si esaurisce. Prima di lui, un altro importante quanto fermo difensore delle libertà individuali, il filosofo inglese del XIX secolo – John Stuart Mill – sosteneva che rifiutare di arrendersi alle consuetudini, di per sé, già costituisce un servigio all’umanità. Infatti, il progresso non nasce dalla rassegnazione, bensì dall’insoddisfazione, dalla curiosità, dal bisogno di capire, di guardare oltre le apparenze, di approfondire l’inesauribile conoscenza. Il progresso, infatti, si produce con la ricerca, la sperimentazione da cui deriva l’innovazione; dal passaggio da una situazione ad un’altra nuova. Lo sviluppo, dunque, è evoluzione, generato dal cambiamento indotto, dall’anticonformismo, non tanto dalla conservazione, ma fomentato dall’ambizione di alcuni pochi decisi a seguire percorsi nuovi, per vie sconosciute, nell’ostinazione di raggiungere nuove tappe, superando gli ostacoli che si frappongono sul loro cammino. Così, l’individuo non si arrende dinanzi alle continue difficoltà ma, al contrario, si mette soprattutto alla prova, misurandosi per conoscere se stesso ed i propri limiti, realizzandosi ed apprendere. Egli aggiunge conoscenza attraverso l’esperienza, magari sbagliando e ritentando, in qualche altro modo, pur di vedere per credere, senza limitarsi ed accontentarsi a credere per vedere, senza arrendersi alle nuove sfide; non ciecamente appagato delle mete raggiunte, mai soddisfatto delle ultime lezioni assimilate dalla vita, prosegue nelle incertezze generate dai nuovi dubbi che incessantemente gli si presentano. Continua »

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IL MISTERO DEL CAPITALE di Hernando de Soto (Recensione)

La Risorsa del Valore Aggiunto…

Sono numerosi gli autori che in periodi alterni si sono dichiarati radicalmente contrari alle famose teorie economiche interventiste da parte del potere politico. In Italia, a suo tempo, a questa inclinazione contraria hanno contribuito economisti di nostalgica memoria come Luigi Einaudi e Luigi Sturzo ed ancora, forse, il più autentico pensatore liberale nostrano già più noto all’estero che da noi: Bruno Leoni. Tuttavia, a livello internazionale, il più accreditato e convincente oppositore alle tesi stataliste è stato, certamente, il Premio Nobel F.A. von Hayek, membro della gloriosa Scuola Economica Austriaca, il quale ha – fra l’altro – influito in maniera determinante ai cambiamenti introdotti dall’indimenticabile granitica Margareth Thatcher, salvatrice del depresso Regno Unito dall’economia stagnante e decadente dovuta a decenni di dominio di una sinistra britannica sorda e confusa; anche la ripresa imposta da Ronald Reagan negli Stati Uniti si è ispirata a questo grande Austriaco che così contribuiva a riportare ordine nelle due debilitate economie ripristinando il fertile libero mercato. Di questa tendenza liberatrice in America brillava pure la stella del collega, Premio Nobel a pari merito, Milton Friedman della Scuola di Chicago al quale, fra i tanti, facevano eco libertari come Murray Rothbard, David Friedman e Robert Nozick. Ma anche l’America Latina vantava alcuni brillanti paladini della Libertà; fra questi si distingue in maniera molto particolare Hernando  de Soto il competente economista peruviano che dopo aver presieduto importanti incarichi nell’ambito del GATT (Accordo Generale sulle Tariffe e sul Commercio), ha fondato l’Istituto della Libertà e Democrazia. Continua »

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Alla Vigilia delle nuove Elezioni…

Da cittadino italiano nato e cresciuto sul confine che separa la zona del Mediterraneo dall’Europa Settentrionale, bilingue dalla nascita, considerandomi cittadino di un mondo aperto, sono sempre stato, fin dall’inizio, europeista convinto.  Anzi, mi ero pure illuso che associarsi a Paesi di mentalità distinta e meglio organizzati del nostro, avrebbe contribuito non solo alla sana integrazione con i vari Popoli della futura prospera Unione, ma ci avrebbe anche liberato dall’atavica schiavitù del nostro obsoleto provincialismo; ed avevo nutrito pure la speranza che i nostri politicanti fossero stati indotti a condurre il mio caro e vecchio, ma purtroppo giovane ed immaturo Paese verso una urgente modernizzazione, visto che, per certi aspetti, siamo tuttora immobili nel tempo e parzialmente ancorati a nefaste tradizioni medievali. Continua »

VILLAGES (Villaggi) di Richard Critchfield (Recensione)

La Virtuosa Rivoluzione e le Ingannevoli Profezie

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Durante tutto il secolo che abbiamo alle spalle, con buona dose di ingenuità da parte degli sprovveduti creduloni e di altrettanti cinici integranti della sinistrosa militanza mancina, siamo stati assediati dalle sediziose lezioni, ambiguamente spacciate per umanitari e lusinghieri insegnamenti, in cui, in disciplinata simbiosi con i proclami egualitari dalle migliori intenzioni ma cause di una miriade di prematuri decessi, provocati dai loro propri famosi metodi, in cui pretendevano anticipare eventi dell’incerto avvenire, ci annunciavano le controverse ed apocalittiche profezie, come scontate rivelazioni, che – a lor dire -  l’egoistico sistema del libero mercato riservava alla povera maltrattata umanità.

A dimostrazione della presunta attendibilità di tali assiomatiche affermazioni,  ricorrevano religiosamente alle più singolari ed emblematiche dottrine di autori di  consolidata storica rinomanza. In questo erudito Pantheon non potevano certo mancare Platone, Hegel, Rousseau, (con tanto di mitico Buon Selvaggio e nostalgica idillica Era dell’Oro) e, naturalmente, il loro divino e glorificato Marx – ed ai nobili personaggi, meravigliosamente celebrati dall’indimenticabile Karl Popper anche nelle più che eloquenti pagine de LA SOCIETA’ APERTA ED I SUOI NEMICI -  vanno aggiunti, inoltre, i soliti satrapi di turno, aspiranti a maestri prestigiatori di piantone dell’altruistica dottrina collettivista, come Stalin, MaoCastro e kompagni, per non parlare dello spietato e perverso despota Pol PotContinua »

DALLA NASCITA DEL LINGUAGGIO ALLA BABELE DELLE LINGUE di Robin Dunbar (Recensione)

Una Sfida ad Antichi Misticismi

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Questa è una delle tante letture che si possono raccomandare a chi desidera soddisfare la propria curiosità sull’interessante assunto dell’origine della parola e del linguaggio ed, indirettamente, il conseguente sviluppo delle civiltà. Come potrà risultare naturale, le conclusioni a cui conducono gli insegnamenti che se ne possono trarre, inevitabilmente, si scontreranno con i numerosi paradigmi che le nostre religioni hanno per tanto tempo pesato sui limiti della conoscenza. E’ abbastanza probabile, inoltre, che alla conclusione di queste pagine, il lettore non potrà evitare di alimentare ulteriori dubbi su certi miti, dovendosi certamente con gli incompatibili conflitti esistenti fra scienza e fede. L’aspetto positivo è che, come minimo, sarà indotto ad almeno meditare sull’effettiva concretezza delle mistificazioni bibliche, in totale contraddizione con l’evoluzionismo. Continua »

Consensi e Cambio della Guardia

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Naturalmente, ciò che potrà avvenire nel prossimo futuro è e rimane un’incognita; qualsiasi previsione tanto per la stabilità politica, quanto per la governabilità è mera congettura. Infatti, ragionevolmente, nessuno può anticipare sviluppi che solo il tempo ci potrà rivelare. Personalmente, ed a breve scadenza, tendo all’ottimismo, mentre a medio e lungo termine alimento dubbi, proprio perché – come qualcuno ha scritto – noi Italiani siamo molto bravi a danzare il Walzer: un giro a destra ed un altro giro a sinistra… Inoltre, qui si parla dell’Italia dove ognuno di noi è una particolare repubblica, di natura bipolare e lunatica: un giorno approva il cambiamento proporzionato dalla speranza con applausi ma, passato l’effetto della  novità subentra lo scetticismo, seguito dall’indifferenza sulla quale, gli abili politici hanno imparato bene a giocare, magari, barando, mentre gli Italiani si limitano a deprecare.

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SPRECOPOLI di Mario Cervi e Nicola Porro (Recensione)

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Questa è una pubblicazione polemica che potrà non piacere a molti, ma è pure oltremodo utile, principalmente per far conoscere ad un più vasto pubblico, soprattutto, ai nostri ignari cittadini inermi, ormai ridotti a meri sudditi spettatori, perplessi dinanzi al malgoverno ed alla mediocre gestione delle misere risorse di una Nazione potenzialmente ricca di tradizioni e di capitale umano, ma che ahimè trova sempre meno opportunità. Una Nazione antica e giovane allo stesso tempo; forse non ancora abbastanza “stagionata”, governata da una classe politica – a cui si riferiscono gli autori – che non sembra nemmeno aspirare alla più elementare dignità. Qui, si riproducono, gravissime accuse e numerosi ignobili particolari, un lungo elenco delle più vergognose quanto scandalose pratiche portate a termine da quella nostra peggiore classe politica; quella che si spaccia come difensora di presumibili ma, in fondo, falsi interessi politici. In realtà, questi biasimevoli soggetti agiscono, sovente, senza tanti scrupoli, in maniera totalmente irresponsabile, con assoluta indifferenza verso le conseguenze che le loro intenzionali malversazioni generano. Continua »

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L’ECONOMIA DELLA FARFALLA di Paul Ormerod (Recensione)

Da questo saggio apprendiamo ancora una volta che l’economia non può essere concepita come una semplice operazione aritmetica dove 2 + 2 = 4, né come una formula matematica o un’equazione. Infatti, l’economia non segue parametri logici sulla base di criteri che possono essere previsti e pianificati, tali come per decenni i modelli socialisti, con i loro famosi piani quinquennali, hanno creduto di poterli ridurre, in cui i risultati disastrosi hanno fatto storia. Continua »

VIAGGIO NEGLI STATI DEL GRAN MOGOL di François Bernier (Recensione)

IN DIFESA DELLE LIBERTA’ D’INIZIATIVA E DELLA PROPRIETA’

Giusto, per rimanere nel tema dei viaggi, mi sembra oltremodo utile recensire con un elogio questa opera di François Bernier che, in un certo senso, nel tempo, è divenuta anche paradigmatica perché, essendo l’autore fra i primi Occidentali a descrivere la vita in India, dalle sue pagine hanno attinto diversi storiografi, sociologhi, economisti e teorici che poi  hanno potuto utilizzare molte delle sue osservazioni sull’organizzazione sociale di quelle strutture orientali per dare una base alle proprie interpretazioni, critiche e teorie a favore o contro il modello economico pubblico o privato. Continua »

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